In Pianeti Mancanti, un’immagine inedita dalla ricerca di Vulcano

Tra le tante vicende di pianeti cercati e non trovati di cui ho parlato nel libro Pianeti Mancanti, quella che mi ha divertito di piΓΉ raccontare Γ¨ senz’altro quella di Vulcano. Ecco alcuni dettagli inediti sulle Vulcan Camera, gli strumenti utilizzati per cercare il piccolo pianeta mancante durante le eclissi solari.

Vulcano (che no, non Γ¨ quello di trekkiana memoria) Γ¨ un pianeta ipotizzato nella seconda metΓ  dell’800 dall’astronomo parigino Urbain Le Verrier per spiegare un’anomalia nel moto di Mercurio. Si sarebbe trattato di un piccolo pianeta situato a metΓ  strada tra Mercurio e il Sole che, con la sua gravitΓ  avrebbe deviato Mercurio dalla sua traiettoria facendolo arrivare ogni anno un po’ prima al perielio. La ricerca di questo pianeta mancante terminΓ² solo quando Albert Einstein capΓ¬ che la sua RelativitΓ  Generale riusciva a spiegare quell’anomalia senza bisogno di alcun altro pianeta.

Mappa del 1846 che mostra anche il pianeta Vulcano, tra Mercurio e il Sole (Credits: Library of Congress)

Nei decenni precedenti questa scoperta furono in tantissimi a cercare il pianeta. Il problema Γ¨ che era molto difficile riuscire a scovarlo. Vista la sua vicinanza al Sole, Vulcano sarebbe stato perennemente inondato dalla sua luce, nascondendolo alla vista. A occhio nudo non c’era quindi speranza di vederlo, e anche al telescopio occorreva attendere che questo pianetino transitasse di fronte al disco solare. Qualcuno pensΓ² di averlo visto proprio in tal modo, come il medico francese Edmond Modeste Lescarbault, che vide un piccolo neo sul Sole e venne per questo acclamato, insieme a Le Verrier, come scopritore di Vulcano. Ma non arrivarono altre conferme di quella osservazione (che forse era una macchia solare), e il mistero di Vulcano rimase tale per decenni interi.

Come il presunto Vulcano apparve agli occhi di Edmond Lescarbault.

Le Vulcan Camera per cercare Vulcano durante le eclissi

Un’altra possibilitΓ , invece che attendere il transito di fronte al Sole, era quella di sfruttare le eclissi solari. Durante le eclissi, la Luna oscura il Sole e quindi se c’Γ¨ qualcosa nei suoi paraggi si deve poter vedere, per quanto debole esso sia. Ci furono varie eclissi totali, a cavallo tra ‘800 e ‘900, in cui gli astronomi provarono a cercare Vulcano, ma la campagna piΓΉ importante fu forse quella guidata da Charles Dillon Perrine dell’osservatorio Lick in California. Durante le eclissi del 1901, 1905 e 1908 egli provΓ² a cercare Vulcano usando delle fotografie ottenute con le cosiddette “Vulcan camera”. A valle di queste osservazioni, Perrine concluse: Β«Il lavoro delle tre spedizioni porta lo studio osservazionale del problema del pianeta intramercuriano – famoso per mezzo secolo – a una chiusura definitivaΒ».

Ho allora contattato l’osservatorio Lick, per chiedere se ci fosse materiale fotografico di quelle spedizioni, e con grande gentilezza gli astronomi dell’osservatorio, il direttore Bruce Macintosh e il dottor Tony Misch, mi hanno concesso l’utilizzo di una splendida fotografia dalla spedizione del 1905 per inserirla in Pianeti Mancanti. Una piccola curiositΓ  con un pizzico di ironia Γ¨ che una delle Vulcan camera di Lick fu modificata e riutilizzata per testare la RelativitΓ  Generale durante l’eclissi del 1914 in Russia.

Una delle tre cosiddette β€œVulcan Camera” dell’osservatorio Lick, usate per cercare e fotografare Vulcano durante l’eclissi di Sole del 30 agosto 1905, dalla Sandwich Bay nel Labrador. Copyright of the Regents of the University of California, Courtesy of the Lick Observatory Historical Collections Project. Not to be reproduced in any form without the express permission of the copyright holders.

Qualche dettaglio in piΓΉ sulle Vulcan Camera

Gli astronomi dell’osservatorio mi hanno raccontato alcuni dettagli interessanti in piΓΉ per dare un contesto a questa preziosa immagine. Nel libro non li ho potuti scrivere integralmente, e allora eccoli qui di seguito.

Nell’ultimo decennio del XIX secolo, Lick si affermΓ² come leader e innovatore nel lavoro sulle eclissi solari, in particolare nell’area delle osservazioni fotografiche e spettroscopiche. Il direttore di Lick, William Wallace Campbell, aggiunse la questione di Vulcano al programma di osservazione di Lick per la spedizione dell’eclissi del 1901 a Padang, Sumatra, guidata da Perrine.

La macchina fotografica “intramercuriana”, uno strumento fotografico progettato e costruito da Lick composto da quattro telescopi fotografici su un singolo supporto, allineati in modo da fotografare la regione su entrambi i lati del Sole nel piano dell’eclittica durante la totalitΓ , nota anche come “Vulcan camera”, fu costruita per questo programma. FunzionΓ² bene e furono ottenute delle lastre fotografiche, ma in quell’occasione i risultati furono compromessi dalla presenza di sottili nubi, le quali limitarono la magnitudine degli oggetti registrati.

Nel 1905, Campbell sfruttΓ² un’eclissi la cui traccia sulla Terra era molto lunga per inviare tre spedizioni in contemporanea in Labrador, Spagna ed Egitto. Ogni stazione era equipaggiata in modo identico con una macchina fotografica simile a quella da 40 piedi situata all’osservatorio. Nel Labrador era nuvoloso; la stazione spagnola, presso la quale Perrine aveva la responsabilitΓ  della fotocamera intramercuriana, aveva alcune nuvole ma nel complesso le condizioni erano buone; la stazione egiziana era invece gravemente ostacolata dalla sabbia fine del deserto del Sahara. Non furono registrati corpi sconosciuti, ma i risultati furono comunque considerati inconcludenti per via delle avverse condizioni meteo.

Campbell guidΓ² allora un’altra spedizione, a Flint Island nel Pacifico meridionale, per l’eclissi del 1908. Portarono due delle telecamere intramercuriane, e Perrine si occupΓ² nuovamente del loro funzionamento. Un temporale tropicale minacciΓ² le osservazioni, ma il sole apparve pochi secondi dopo la totalitΓ  e furono ottenute eccellenti lastre con tutte le telecamere e gli spettrografi. I risultati ancora una volta negativi con le telecamere Vulcan portarono Campbell a scrivere, nel suo resoconto pubblicato della spedizione, che secondo lui “il lavoro del dott. Perrine alle tre eclissi del 1901, 1905 e 1908 chiude definitivamente il famoso problema del pianeta intramercuriano”.

Pianeti Mancanti

Da Plutone a Planet Nine, gli astri erranti nascosti nell’oscuritΓ 

Quella dei pianeti mancanti Γ¨ una delle piΓΉ affascinanti epopee di scoperta astronomica, che lega a doppio filo oltre tre secoli di scienza, storia ed esplorazione spaziale. I pianeti mancanti sono pianeti cercati e mai esistiti, come Vulcano, un piccolo corpo vicinissimo al Sole che guidΓ² Einstein alla scoperta della relativitΓ . Oppure sono oggetti cercati e poi trovati davvero, come il gigante ghiacciato Nettuno ai confini del Sistema Solare. A volte, poi, da questa ricerca Γ¨ scaturito tutt’altro, come quando l’ipotesi di un ignoto pianeta chiamato Planet X portΓ² Clyde Tombaugh a osservare Plutone quasi un secolo fa. Ma non Γ¨ solo storia, perchΓ© ancora oggi stiamo cercando un pianeta mancante: il misterioso Planet Nine, una gelida super-Terra che disterebbe decine di miliardi di chilometri dal Sole. Questo Γ¨ il primo libro interamente dedicato al mistero dei pianeti mancanti, oggetti bizzarri, strani e talvolta… inesistenti.

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